6 Maggio 2026

Accessibilità siti web privati: chi ha l’obbligo e come adeguarsi?

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Ultimo aggiornamento

18 Maggio 2026

Autore

Team di Wave Informatica

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Approfondimenti

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Siti Web

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Cos’è l’accessibilità web

Esistono diverse definizioni ufficiali del termine “accessibilità”. Per esempio, nella pagina sull’accessibilità del sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la definizione che viene data è la seguente:

L’accessibilità, in informatica, è la capacità di un dispositivo, di un servizio o di una risorsa d’essere fruibile con facilità da una qualsiasi tipologia d’utente. Il termine è comunemente associato alla possibilità anche per persone con ridotta o impedita capacità sensoriale, motoria o psichica (ovvero affette da disabilità sia temporanea, sia stabile), di fruire dei sistemi informatici e delle risorse software a disposizione.

Sul sito di AgID, l’accessibilità viene definita come “la capacità di rendere prodotti, servizi e contenuti digitali utilizzabili da chiunque, in qualsiasi contesto o situazione.”

L’accessibilità riguarda solo le persone con disabilità?

Quando parliamo di accessibilità, non solo nel web ma anche negli spazi fisici che viviamo ogni giorno, solitamente pensiamo subito alla disabilità: “accessibile” significa che le persone con disabilità possono usare quel prodotto o servizio senza barriere.

Gli esempi più classici sono:

  • rampe di accesso a locali pubblici e ai marciapiedi
  • ascensori e carrelli elevatori
  • semafori con segnale acustico
  • sottotitoli nei video

In realtà, l’accessibilità riguarda molte più persone di quante si pensi.

Prendiamo ad esempio la rampa per accedere a un ufficio pubblico senza dover usare le scale, per persone con impedimenti fisici. Quella stessa struttura può servire a persone in carrozzina, anziani che usano il bastone, ma anche una ragazza giovane che usa momentaneamente le stampelle per una caviglia slogata oppure un uomo che ha in braccio un neonato e preferisce evitare le scale per maggiore sicurezza

Lo stesso discorso vale per il tuo sito web.

Tutte le persone devono avere la possibilità di utilizzarlo senza impedimenti, o barriere.

Parliamo di persone cieche, sorde, con impedimenti motori, daltoniche, neurodivergenti… ma non solo!

Anche una persona che non ha alcuna disabilità permanente può avere necessità di utilizzare il tuo sito web in modi diversi da quelli che immagini.

Ecco un esempio concreto.

Chi sta scrivendo questo articolo ha spesso male al polso e alle dita. Non si tratta di una patologia vera e propria, ma di una condizione passeggera e saltuaria.

La conseguenza è che quando sento male alle dita preferisco non utilizzare il mouse o il trackpad del pc e utilizzare solo la tastiera per lavorare. Se il tuo sito web non può essere utilizzato senza mouse o trackpad, stai automaticamente escludendo me e tutte le persone che, per motivi vari, hanno un impedimento motorio di questo tipo.

Accessibilità siti web: cosa cambia per le aziende private

Mentre per la Pubblica Amministrazione l’accessibilità è un obbligo assoluto per ogni servizio digitale, in ambito privato la normativa distingue tra la natura dell’azienda e il tipo di servizio offerto.

Oggi, il quadro normativo italiano si basa su due pilastri: la storica Legge Stanca (L. 4/2004) e il più recente European Accessibility Act (recepito con il D.lgs. 82/2022).

Chi ha l’obbligo di accessibilità in base alla Legge Stanca?

Inizialmente rivolta solo alla Pubblica Amministrazione, questa legge oggi obbliga anche soggetti privati che gestiscono servizi di interesse collettivo. Devono essere accessibili i siti di:

  • Aziende che gestiscono servizi pubblici: società di trasporto locale, gestione rifiuti o servizi idrici.
  • Concessionari di servizi pubblici: come i fornitori di energia elettrica e gas, le società autostradali o i servizi postali.
  • Grandi aziende: qualsiasi impresa con un fatturato medio negli ultimi tre anni superiore a 500 milioni di euro. Per queste realtà, l’obbligo riguarda ogni asset digitale, inclusi i siti vetrina o i blog aziendali.

Le categorie interessate dallo European Accessibility Act

Per tutte le altre aziende private (che non rientrano nei casi sopra), l’obbligo scatta in base al tipo di attività svolta. Secondo il D.lgs. 82/2022, entro il 28 giugno 2025 dovranno essere accessibili i siti che offrono:

  1. Servizi di commercio elettronico (E-commerce): ogni sito dove è possibile acquistare prodotti o servizi online.
  2. Servizi bancari per consumatori: inclusi i servizi finanziari e di credito.
  3. Servizi di trasporto passeggeri: siti di compagnie aeree, bus, treni e navi (per biglietteria, orari e informazioni in tempo reale).
  4. Libri elettronici (e-book) e software dedicati alla loro lettura.
  5. Servizi di media audiovisivi: piattaforme che offrono accesso a film, video o programmi TV.
  6. Servizi di comunicazione elettronica: come i fornitori di servizi internet o di messaggistica.

Il caso dei “siti vetrina”

È importante fare un distinguo: un semplice sito vetrina (che mostra solo informazioni aziendali, contatti, blog o casi studio senza vendere nulla direttamente) generalmente non ha l’obbligo legale di accessibilità.

Tuttavia, esistono due eccezioni fondamentali in cui anche il sito vetrina deve essere accessibile:

  • Se appartiene a una grande azienda (fatturato > 500 mln).
  • Se appartiene a un concessionario di servizi pubblici (es. il sito informativo di un fornitore di energia o di una società di trasporti).

In sintesi: se gestisci un e-commerce, una banca o un servizio di trasporto, l’accessibilità è un obbligo di legge. Se hai un sito vetrina per una piccola o media impresa, l’obbligo non sussiste, ma resta una scelta strategica consigliata per migliorare la SEO e l’esperienza utente.

Di seguito trovi un diagramma che in poche domande ti indica se il tuo sito web deve essere o meno accessibile in base alle normative vigenti in Italia e in Europa:

Diagramma per capire se il tuo sito web deve essere accessibile

Se non ho l’obbligo il mio sito può essere non accessibile?

Posso immaginare cosa stai pensando adesso:

“Quindi se non ho un e-commerce, non vendo servizi di trasporto o sono una microimpresa, l’accessibilità non mi interessa”.

Sbagliatissimo! L’accessibilità deve interessarti comunque, anche se non è un obbligo legale che riguarda il tuo sito web.

Ecco alcuni motivi per cui dovresti comunque considerare l’idea di rendere il tuo sito web accessibile:

Più utenti = più clienti

Uno dei pregiudizi più diffusi sull’accessibilità è che riguardi poche persone e che, peggio ancora, queste persone valgano “meno” per il business.

Non è così.

L’accessibilità è utile per qualunque persona che visita un sito web, comprese persone con disabilità.

È una differenza sottile ma fondamentale.

Un sito web non accessibile non allontana solo le persone con disabilità ma anche le persone che, per qualsiasi ragione, hanno necessità di utilizzare il tuo sito solo usando la tastiera, oppure con il lettore di schermo, o ancora con una condizione di luminosità bassa.

La prossima persona interessata ad acquistare i tuoi prodotti/servizi potrebbe essere cieca, sorda, avere tremore alle mani o navigare dallo smartphone con il sole che batte sullo schermo: vuoi davvero rinunciare a priori a questi potenziali lead, solo perché non c’è – ancora – una legge che ti obbliga a rendere il tuo sito accessibile?

Migliore esperienza utente

Accessibilità ed esperienza utente sono strettamente correlate: un sito web per essere accessibile deve avere una buona esperienza utente.

Molte delle regole tecniche da seguire per rendere una pagina accessibile hanno molto a che fare anche con l’esperienza utente in generale.

Un esempio semplice? Il testo dei link.

Esiste una specifica linea guida delle WCAG (più avanti vedremo cosa sono), la 2.4.4. Scopo del collegamento specifica che un link deve avere un testo esplicativo che consente all’utente di determinarne lo scopo.

“Clicca qui” non va bene. “Scarica la guida in formato PDF” sì.

Questa è anche una buona pratica di user experience, ovvero l’esperienza d’uso

Dunque lavorare al miglioramento dell’accessibilità del tuo sito web potrebbe portare enormi miglioramenti anche nell’esperienza d’uso di tutte le persone che lo visitano.

Impatto su SEO e SEO per le AI

Scendendo più nel tecnico, l’accessibilità prevede che una pagina web venga scritta utilizzando codice HTML semantico corretto.

In buona sostanza, significa che il codice che sta dietro i contenuti della pagina deve essere di qualità, in modo da comunicare correttamente le caratteristiche dei singoli elementi anche alle tecnologie assistive, come ad esempio gli screen reader (software che “leggono” la pagina ad alta voce).

Questa è una buona pratica essenziale anche per la SEO, ovvero l’ottimizzazione per i motori di ricerca come Google, e per la SEO per AI, che si occupa dell’ottimizzazione per gli strumenti AI-generated come ChatGPT o Google AI Overview.

Valore per il brand

Non dimentichiamo, poi, che la percezione di un brand passa anche per l’accessibilità.

Soprattutto per le persone che incontrano barriere ogni giorno (pensa a una persona cieca che fatica ad utilizzare i siti web perché non accessibili), navigare finalmente un sito web completamente accessibile, che risponde alle proprie esigenze, migliora la percezione del brand e favorisce un rapporto di fiducia tra azienda e utente.

L’accessibilità può diventare per te un elemento di vantaggio rispetto ai tuoi competitor, ci avevi mai pensato?

Le WCAG: cosa sono e perché contano

Le WCAG sono un tema centrale quando si parla di accessibilità web.

Le Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) sono linee guida internazionali da seguire per rendere i contenuti web accessibili.

Vengono pubblicate dal gruppo WAI di W3C (World Wide Web Consortium) e sono lo standard di riferimento legislativo. Attualmente in Italia bisogna seguire le linee guida della versione 2.1, ma la versione 2.2 è già stata pubblicata da alcuni anni ed è raccomandabile andare oltre l’obbligo di legge e riferirsi a questa versione più recente.

I livelli di conformità definiti dalle WCAG sono 3:

  • Livello A – requisiti minimi​
  • Livello AA – standard più diffuso
  • Livello AAA – livello massimoù

Il consiglio è di adeguarsi allo standard AA.

Le WCAG riguardano vari ambiti del sito web, e non solo il codice:

  • struttura dei contenuti
  • linguaggio
  • aspetto grafico
  • adattabilità ai vari dispositivi

Per un sito accessibile non bastano plugin o widget: affidati a web developer con conoscenze approfondite.

Il tuo sito è accessibile? Checklist veloce

Se vuoi fare qualche test rapido sul tuo sito web per capire quanto è accessibile, usa questi strumenti gratuiti:

  • PageSpeed Insights: è lo strumento ufficiale di Google, ti permette di fare un check su alcuni aspetti di accessibilità e, soprattutto, sulle performance.
  • Mauve ++: ti dà un report tecnico dettagliato e il numero di errori riscontrati.
  • WAVE: un’estensione per browser che ti mostra errori e warning in tempo reale direttamente sulla pagina aperta.

Oltre all’uso di strumenti di analisi automatici, ti consigliamo di fare anche alcune verifiche manuali:

  • navigazione da tastiera: naviga il sito usando solo la tastiera, in particolare usa il tasto TAB (si trova in alto vicino alla lettera Q) per saltare da un elemento cliccabile a un altro, e verifica che tutto sia utilizzabile anche senza mouse o trackpad, come ad esempio form di contatto e link.
  • usabilità da mobile: apri il sito dal tuo smartphone e verifica che tutto sia ben visibile e navigabile, e che non ci siano errori che ti costringono a scorrere lateralmente.
  • zoom del browser: apri il sito ed esegui uno zoom di almeno il 200%, con la combinazione di tasti ctrl + se usi Windows o command + se usi IoS. Verifica che, anche con questo zoom attivo, i contenuti si riescano a leggere correttamente e non escano lateralmente dalla finestra.

Adeguare o rifare il sito: cosa conviene

Non esiste una risposta univoca: dipende dalla situazione.

Se il tuo sito web ha solo qualche piccolo aggiustamento da fare, allora può essere sufficiente un adeguamento che richiede budget e tempi di sviluppo ridotti.

Se invece il sito presenta molte lacune anche strutturali, magari anche in altri ambiti come la SEO tecnica e la grafica, potrebbe essere l’occasione giusta per rifarlo completamente, tirare una riga e ripartire da zero.

Dopo aver eseguito qualche test in autonomia, rivolgiti a una web agency competente in tema di accessibilità e di sviluppo web custom, come noi di Wave Informatica, e richiedi un preventivo.

Attenzione alle false promesse.

Molte web agency creano siti web utilizzando temi di terze parti e numerosi plugin, senza conoscere realmente lo sviluppo e affidandosi a soluzioni preconfezionate.

Queste agenzie potrebbero proporti l’utilizzo di plugin, widget e accessibility overlay automatici che “rendono il tuo sito web accessibile”.

Diffida da queste promesse!

Questi sistemi non garantiscono che il sito web diventi accessibile, anzi, spesso non risolvono alcuno dei problemi esistenti.

Sarebbe un po’ come dire che per tappare un buco nel muro basta appoggiarci sopra una tenda dello stesso colore: copre solo il problema ai tuoi occhi, ma non lo risolve davvero.

Assicurati dunque di affidarti a realtà affidabili e serie, possibilmente che abbiano anche esperienza con la Pubblica Amministrazione dove l’accessibilità è obbligatoria.

FAQ sull’accessibilità web

Cosa si intende per accessibilità web?

Si intende la capacità di un servizio web, come un sito web, di essere fruito correttamente e senza impedimenti da tutte le persone, comprese quelle con disabilità.

L’accessibilità influisce sulla SEO?

Sì, le buone pratiche di accessibilità influiscono direttamente sulla SEO: un sito web accessibile ha più probabilità di essere ottimizzato dal punto di vista della SEO.

Quali siti web devono essere accessibili per legge?

In Italia devono essere accessibili gli e-commerce, i siti di fornitori di servizi pubblici e servizi specifici come trasporti e servizi bancari Le aziende con più di 500milioni di fatturato negli ultimi tre anni devono avere siti web accessibili indipendentemente dalla loro tipologia.

Quanto costa rendere accessibile un sito?

Dipende. In alcuni casi può essere sufficiente un intervento mirato alla risoluzione di pochi errori. In altri casi può essere necessario rifare completamente il sito.

A cosa serve avere un sito web accessibile?

Migliora l’esperienza d’uso, attrae più possibili clienti, migliora la percezione del brand, può influire positivamente la SEO e le performance.